A peso morto

 

 

 

La vita si mostra in tutta la sua difficoltà ma, quando la decisione è presa, si può andare avanti (...)

Massari riafferma il valore di tenere duro e, nonostante le vicissitudini, buttarsi il passato alle spalle senza rimorsi né rimpianti.

Luciano Uggè-Traiettorie

Con "A peso morto" Massari fotografa una pietas contemporanea che arriva dritta al cuore.

Giuseppe Distefano-Exibart

Una performance site-specific graffiante, una sorta di fotogramma di una periferia senza tempo e identità. I protagonisti sono  comparse passive di una città che non riconoscono, di una periferia voluta, desiderata, ma sottratta a morsi nell’inutile e alquanto misteriosa nuova definizione di “Città Metropolitana”, che significa tutto e il suo contrario e che sprofonda nell’oblio… La città si “evolve”, si espande, dimenticandosi degli individui che hanno abitato le zone più marginali connotandole con i loro stessi tratti distintivi, con i dialetti, con le proprie memorie, le proprie rugosità. Corpi una volta protagonisti, ora pronti al crollo. Un microcosmo statico, stantio, rigonfio di vuotezza. La performance è uno studio open air sul vuoto della memoria perduta, sull’oblio delle cose andate. Che cosa resta? Corpi esanimi di eroi, re, caduti in disgrazia, malinconici e sognanti, in attesa di qualcuno che si accorga di loro ancora una volta. A peso morto rappresenta la pietas contemporanea con una fisicità che alterna lunghi momenti di staticità a improvvisi cedimenti, dinamiche e antidinamiche, distorsioni, disadattamento, sviluppando una profonda indagine sui cambiamenti e le dinamiche sociali.

Creazione originale  Carlo Massari

Con Carlo Massari

Maschere Lee Ellis


Produzione C&C

Durata 25'

 

Genere performance site-specific 

Tournée IT, DK

Creazione 2018

Crediti foto Melissa Ianniello, Umberto Tati

Premio

TrenOFF

2017