Right

 

 

 

Right non è solo una denuncia sulla violenza sulle donne, ma richiama tutte le forme di imposizione forzata, di potere inteso come violenza mentale e fisica. La messa in scena è diretta e spietata, il messaggio incisivo, segno di un artista che vuole andare oltre gli stereotipi e generare una reazione attiva.

Lavinia Laura Morisco-Teatri Online

 

Massari mette in piedi una società distopica degna della Atwood per indagare «la propensione contemporanea al sacrificio e il diritto – che qualcuno si arroga – di decidere per gli altri».

Right riesce a denunciare la rinnovata deriva autoritaria e patriarcale sul corpo femminile (e sui corpi in generale) da parte delle istituzioni di tutto il mondo...  e lo fa con coraggio e caparbietà, proprio come fece Stravinskij nel lontano 1913.

Francesco Chiaro-Persi in sala

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Siamo pronti al sacrificio? Ovviamente non il nostro! Toccherà sempre a qualcun altro immolarsi per il bene della comunità, magari una vergine, la più fragile e ingenua… E chi detiene il diritto di scelta? I vecchi, i saggi, gli eletti, naturalmente.  Ma siamo sicuri che l’anzianità serbi in sé il potere della saggezza assoluta e l’autorità del decidere senza indugio cosa sia giusto per gli altri e cosa non lo sia? Con che diritto? Perché di giustizia si tratta e qualcuno nuovamente verrà giustiziato in onore degli “Dei”. Ci troviamo qui di fronte al delicato concetto di “Moralità”, un principio (ereditario) tramandatoci da  passate generazioni attraverso l’invenzione di miti e narrazioni (utili  al controllo delle masse) secondo cui: “questo è giusto e questo è sbagliato”, “questo è il buono e questo è il cattivo”, “questo è morale e questo è immorale”. Per noi è un dato di fatto, lo assumiamo per vero, comprovato, inconfutabile: “si fa così”. Ne consegue che, alla fine di una guerra, i vincitori saranno i “Giusti” (perché ci è stato insegnato che la Giustizia vince sempre) e i massacri che hanno perpetrato sono giustificati dal “fin di bene”, mentre i perdenti verranno dimenticati dai libri. Ne conseguono lager e stermini di massa (con volontà attiva o passiva) di specie umane, e animali (vedi l’abominio degli allevamenti intensivi e macelli). Ne consegue altresì l’arrogarci il diritto di estirpare quella che consideriamo erbaccia, per lasciare spazio al fiore cui sta accanto. Quando reputiamo non ci sia stata data, sommariamente ci “facciamo giustizia” da soli. Ne consegue che una giuria popolare possa, secondo il proprio concetto di morale, decidere la colpevolezza di un imputato; se poi vogliamo serbare la coscienza pulita possiamo sempre ricorrere alla pratica dell’ordalia delegando una scelta “dall’alto”. La storia non cambia. Da qui nasce una riflessione sulla società contemporanea, su noi, sul nostro rapporto con il potere e la fiducia che in esso riponiamo fino a delegargli grosse scelte e decisioni per noi e per gli altri, ancora una volta “a fin di bene”. Se dall’alto si emana un diktat, allora è la cosa giusta da fare senza messa in discussione alcuna. Se dall’alto viene additato un capro espiatorio siamo pronti alla lapidazione, senza troppo domandarci e senza pensare che, forse, domani al suo posto ci saremo noi. In una società fragile e indebolita da eventi, cataclismi e pandemie, con troppa facilità ci si affida al primo venuto, al nuovo “salvatore” e gli si delega, de-responsabilizzandoci, il potere di decidere in nome della collettività. Lo si fa (forse) senza troppa cura e attenzione per poi lamentarci, di volta in volta, dell’irrimediabile e alquanto prevedibile epilogo.

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Povera gente...Vede, signor capitano: soldi, soldi! Vorrei proprio vedere uno di quelli come me mettere al mondo un figlio con la morale! [...] Siamo disgraziati in questo mondo e in quell’altro, noi. Credo che se andiamo in cielo dobbiamo aiutare a fare i tuoni.                                                                                        

Woyzeck - Georg Büchner

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Creazione originale Carlo Massari

Performer Aura Calarco, Sofia Galvan, Ginevra Gioli, Stefania Menestrina, Giulia Orlando, Giuseppina Randi, Rebeca Zucchegni

Collaborazione artistica Emanuele Rosa

Disegno luci Francesco Massari

Coordinamento progettuale Rosanna Brocanello

Consulenza generale Laura Pulin

Segreteria di produzione Margherita Fantoni

Contributo organizzativo Federico Grilli

 

Rielaborazione da “Le sacre du Printemps” di I.F.Stravinsky

Durata 1h

Produzione C&C Company e COB Compagnia Opus Ballet

In coproduzione con Teatro Stabile del Veneto, Oriente Occidente Dance Festival, Associazione Culturale Mosaico Danza/Interplay Festival

Con il sostegno di Progetto internazionale Étape Danse, realizzato grazie a Mosaico Danza/Interplay Festival in partnership con Lavanderia a Vapore – Centro di Residenza per la Danza/ Piemonte dal Vivo – Circuito Regionale Multidisciplinare e Festival Torinodanza/Teatro Stabile di Torino - Teatro Nazionale.

E con il sostegno di Centro di Residenza Intercettazioni/Circuito CLAPS

 

Progetto vincitore del Premio CollaborAction#5 

CollaborAction XL | azione Network Anticorpi XL supporto per la danza d’autore