Horror Vacui

Pochi minuti all’impatto, all’esplosione, a un’implosione, a una fine, o forse a un nuovo inizio... Non ci interessa. Quanta vita si riesce a concentrare, a fare stare in quei pochi/molti istanti di nulla? Quanto tentiamo di renderli importanti pensando a qualcosa di intelligente, con la consapevolezza di averne buttati via tanti, troppi, fino a poco prima.  Quali ricordi affiorano?Quali i fotogrammi importanti di una vita? Quali le azioni quotidiane, gesti ripetuti senza troppa cura, parole e discorsi divengono mantra, suono, semplice vibrazione. Solo ora sappiamo valutare lo spreco: “Avrei voluto...” Troppo tardi, game over.

Entriamo in una stanza fumosa, un’atmosfera asfittica: una donna (metafora forse di una Nazione) sola, abbandonata, impolverata, stantia, attende nel vento gelido, non sappiamo da quanto e cosa, ma crede sia giunto il suo momento. E’ impotente, estenuata nell’impossibilità ad andarsene, i vecchi scarponi un tutt’uno ormai con il suolo, forse ghiacciati, inchiodati, incollati.  In lontananza percepiamo, rarefatti e impastati nel vento: frammenti e suoni di momenti indelebili di vita quotidiana...La vediamo e ci vede, ci riconosce, siamo stati (forse) passanti nella sua vita, ora incrostazioni di memoria offuscata; sta lì, smarrita nel suo mondo che lentamente si addensa di dettagli e ricordi fino ad un’overdose, un’epifania, il “rinascer” prima del gran finale, dell’ultima esalazione, dello sgretolamento, del vuoto. Pochi minuti per vomitare la vita senza essere troppo patetici.

Una performance-installazione che amalgama effetti sonori e corpo rendendo lo spettatore, in contatto intimo con il perfomer, spia voyeurista partecipe dell’atto scenico.

Creazione originale Carlo Massari


Con Natalia Vallebona

 

Consulenza scenografica Piergiorgio Bonora
 

Produzione C&C

Durata 20'

Genere performance


Creazione 2017

Crediti foto Raffaella Guerini